
Provincialismi/2
Al party di Mtv
E' inutile, il sistema non mi avrà così facilmente. Mtv non mi comprerà con un concerto di Beck gratis, cibo e be
vande gratis, avvenenti fanciulle che distribuiscono fiori all'insegna dell'inizio della primavera, che da queste parti si chiama Blooming Days.
Assistere al mega party di Mtv è come accedere ai contenuti extra di un ipotetico dvd di Verissimo. E' possibile partecipare a diversi livelli che ora vado ad elencare.
Dopo il concerto di Beck gli studi si trasformano in una specie di discoteca. Addobbi floreali ovunque e rigida separazione: da un lato Zona Vip, dall'altro Plebaglia. Per tutti, indistintamente, mangiare e bere libero e stessa musica a tutto volume (tra le altre cose Bloc Party e Franz Ferdinand).
Il primo livello di partecipazione è quello di Beck, praticamente nullo. Terminato il suo concerto infatti il folletto sparisce e chi si è visto si è visto.
Segue il Livello Wittgenstein e consorte: da veri signori sono lì solo per la musica dal vivo e una volta terminata quella, sbaraccano insieme a Beck.
Livello Vj: alcuni hanno delle facce annoiatissime e probabilmente per loro è una festa come tante altre. Però se era così potevano anche evitare per un mese di farci una testa tanta con 'sti Blooming Days.
Livello Kris & Kris: si differenziano dal livello superiore perché non sostano in Zona Vip ma intrattengono i più curiosi nella Plebaglia. I cattivi dicono che dall'altra parte non le facevano entrare.
Livello Giacca e cravatta: assolutamente disinteressato al concerto il tizio si presenta alla festa tirato a lucido e accompagnato da due stangone bionde. Con non poche difficoltà riuscirà a tenerle al suo fianco per il resto della serata. E' il livello che lascia più perplessi ma va inserito per dovere di cronaca.
Livello Mtv Generation: son quelli fedeli al marchio che stanno lì perché cioè...insomma...Mtv...capito? Sono relegati nella Plebaglia ma ti assicurano che hanno un cugino che ha un amico che conosce uno che 'sta in Zona Vip e chissà, forse più tardi mi può fare entrare e magari mi tolgo lo sfizio di salutare il Nongio.
Livello Barman: ti servono da bere mentre accalappiano con lunghe ciglia la gnoccolona in coda dietro di te che non esita a rispondere all'ammiccamento. Nel frattempo trovano il tempo di sorridere anche a te che vai via sempre più perplesso ma col bicchiere mezzo pieno. Esperimento provato anche con le barwomen che concedono un sorriso solo a te ché se lo facessero anche a quello dietro scoppierebbero le risse, al bancone.
Livello Silvio Muccino: ha la mia stessa età – anno più anno meno – ma ho come l'impressione che lui non si sia alzato alle 8 per andare a lezione né che aspetterà l'ultimo tram per tornare a casa. Quantomeno io non ho la zeppola.
Livello sfigato: c'est moi. Beve, si muove a tempo, osserva e intanto pensa a cosa scrivere in questo post.
Saranno anche i Blooming Days ma io ho l'allergia, il fazzoletto perennemente al naso e il 27 che mi deve riportare a casa non è ancora passato.
“Ou mamma stasera sono alla tv. No, non vado a sfidare l'uomo gatto a Sarabanda. C'è Beck dal vivo su Mtv. Non è proprio il tuo genere mà. No, non mi riprendono mica. Comunque sta sull'ottavo canale, quello dopo La7”.
E chi c'è mai stato in uno studio televisivo? Della diabolica Mtv poi. Prima di spegnare il cellulare mi arrivano messaggi inquietanti del tipo: “Ricordati che stai foraggiando il sistema e un giorno ne rimarrai vittima”. Ecchissenefrega, c'è Beck dal vivo (nell'irrinunciabile formula aggratis) che presenta il nuovo album, Guero, tra l'altro molto bello.
Parte la diretta. Si sente la solita voce di Silvestrin che, contenendo il più possibile i vari yeah give it away aò 'sto disco spacca di brutto, introduce la performance live.
Beck è davvero piccolo come tutti dicono. Sembra un bambino, con quei boccoli d'oro e neanche un pelo in faccia. E come un bambino si diverte sul palco circondato dai suoi giocattoli e fa divertire il pubblico, almeno quello in sala. Le mani lunghissime sembra che vadano a caso sulla vecchia chitarra.
Alterna pezzi vecchi e nuovi. Alterna le chitarre con altre diavolerie elettroniche con cui si improvvisa dj.
La band che lo accompagna, come dice giustamente lei, sembra ancora da rodare. Un po' troppi errori, soprattutto all'inizio. C'è un Ben Harper all'ingrasso alla batteria (per me il migliore). Non si ferma un attimo e verrebbe voglia di essere il cameraman alle sue spalle per vederlo ancora più da vicino all'opera (prego, notare il reperto).
Se Beck è il bambino protagonista, il suo fratellino più irrequieto sta al basso e ogni tanto cerca di rubargli la scena. Impresa che riesce benissimo al tastierista-percussionista-ballerino. I suoi movimenti a volte a scatti, a volte totalmente sconclusionati, suscitano stupore e ammirazione tra il pubblico, almeno quello in sala. Questa volta però Beck il genio, Beck l'anticipatore di tendenze musicali, Beck l'innovatore arriva con più di dieci anni di ritardo sul nostro Mauro Repetto.
E' probabile che il ballerino gli sia stato imposto da Ron Habbard al momento dell'iscrizione a Scientology.
Poi c'è la pubblicità, che uno si chiede sempre cosa accada durante la pubblicità. Niente, accade che Beck dà un morso a una banana e il resto lo regala ad uno spettatore delle prime file. E poi attacca un'improvvisazione fermata dal countdown dei trenta secondi prima di tornare in onda.
Si conclude alla maniera di Mtv, con un po' di ragazzi e ragazze sul palco a godere del loro momento di celebrità saltando e ballando insieme a Beck e la sua band.
Comunque, Scientology a parte, Beck è un grande. Forse mi aspettavo qualcosa di più ma confermo l'idea che avevo di lui. Non è mai noioso. E ha quell'abilità nel mescolare cose diverse che riesce sempre a coinvolgerti, a farti battere il piede e muovere avanti e indietro la testa. Come scriveva il Guardian di qualche giorno fa “è una star in un periodo in cui le pop star genuine sembrano essere una cosa del passato”.
Da grande voglio entrare nel Team Zissou
Non è perché adesso tutti i film che fa Bill Murray debbano diventare a tutti i costi dei cult. Ma penso che Le avvenure acquatiche di Steve Zissou sarà uno di quelli che tra dieci anni cercheremo con il lanternino nel palinsesto mattutino di Italia 1: insomma, un cult. C'è chi troverà più motivi per detestarlo un film del genere, ma sono gli stessi che non riescono a distinguere il sottile confine che separa lo stupido dal surreale. E già non va bene, perché così sembra una recensione canonica che Steve Zissou non merita. Steve Zissou le sue avventure e il suo lavoro li prende sul serio. E allora andiamo con un elenco che è sempre la cosa migliore.
Le cose belle de Le Avventure acquatiche di Steve Zissou sono:
1) Cate Blanchette
Avete mai visto una piazza che puzza
di birra?
I tifosi del Manchester United in
trasferta sono uno spettacolo disgustoso e improponibile. Per certi versi affascinante, come lo può essere un documentario di Discovery Channel. Vi
risparmio la foto di quello che piscia sulle scale della metro a piazza Duomo, in
pieno giorno. Probabilmente stasera non si saranno nemmeno accorti di essere fuori dalla Champions.
Un sistema affidabile/5
Un'eccezionale novità sul caso
del windows
in crash
alla fermata della metro. Adesso c'è gente che viene da
Palermo per vedere coi propri occhi e scattare foto ricordo.
Juppy